Con la chiusura del Bando CER Marche e Abruzzo del 30 novembre, per 4Energy si conclude una fase di lavoro intensa e strategica dedicata allo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili sul territorio.
Un percorso che ha coinvolto imprese e privati cittadini, con l’obiettivo di trasformare l’autoproduzione e la condivisione dell’energia in un beneficio concreto per le comunità locali delle Marche e dell’Abruzzo.
I numeri del Bando CER Marche e Abruzzo
Durante il periodo di apertura del Bando CER Marche e Abruzzo, abbiamo seguito quasi 40 pratiche, per una potenza complessiva di circa 3.500 kW.
Tutti gli impianti saranno realizzati nel primo semestre del 2026 e serviranno Comunità Energetiche localizzate principalmente nelle province di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Teramo.
Un risultato importante, non solo in termini numerici, ma soprattutto per l’impatto concreto che queste Comunità Energetiche Rinnovabili avranno sul territorio: maggiore autonomia energetica, risparmi in bolletta per famiglie e imprese, e un modello partecipativo che mette al centro coesione e sostenibilità.
Imprese e cittadini al centro delle Comunità Energetiche
Gli impianti sono stati progettati a servizio sia di imprese sia di privati cittadini che hanno scelto di aderire al modello delle Comunità Energetiche territoriali.
Condividere energia significa generare risparmio in bolletta, maggiore autonomia energetica e benefici che restano all’interno del territorio.
L’approccio di 4Energy alle Comunità Energetiche territoriali
Uno degli elementi distintivi del lavoro di 4Energy è la scelta di sviluppare Comunità Energetiche radicate localmente.
Tutte le pratiche seguite sono collegate a CER nate per creare vantaggi concreti per chi vive e lavora nella stessa area geografica.
Intervista ad Andrea Silvetti, CEO di 4Energy SRL
Andrea, come si è strutturato il lavoro di 4Energy per il bando CER che si chiude il 30 novembre?
«È stato un percorso impegnativo ma estremamente soddisfacente. Abbiamo gestito quasi 40 pratiche, tutte curate internamente dal nostro team, con un totale di 3.500 kW di potenza. La cosa più importante è che saranno impianti che entreranno in funzione nel primo semestre del 2026 e porteranno benefici reali a tutto il territorio.»
Chi ha deciso di investire in questo modello?
«Abbiamo lavorato sia con imprese sia con privati cittadini. Tutti hanno creduto nel modello delle CER territoriali come occasione non solo economica, ma anche sociale: condividere energia significa creare valore che resta in loco.»
Uno dei punti di forza del vostro approccio è la scelta delle CER territoriali. Perché è così importante?
«Perché crediamo che una CER non debba essere una struttura “virtuale”, ma un’aggregazione reale di consumatori e produttori della stessa zona. Tutte le pratiche che abbiamo seguito sono collegate a CER del nostro territorio, nate per creare benefici concreti per chi vive e lavora qui.»
Come avete gestito gli aspetti tecnici e amministrativi del bando?
«Il nostro modello è “chiavi in mano”. Ci occupiamo di tutto: progettazione, analisi preliminari, predisposizione di ogni documento richiesto dal bando, scelta di prodotti di alta qualità e gestione dei rapporti con gli enti.»
Infine, l’esecuzione degli impianti: cosa può aspettarsi chi ha aderito?
«Tutte le installazioni saranno realizzate direttamente da 4Energy nel primo semestre del 2026. Puntiamo su qualità, trasparenza e tempi certi. Le CER sono un progetto di lungo periodo e ci teniamo a costruirle con serietà e responsabilità.»
Il valore del Bando CER per Marche e Abruzzo
Il bilancio del Bando CER per Marche e Abruzzo conferma come le Comunità Energetiche Rinnovabili, se costruite con una visione territoriale e un supporto tecnico adeguato, possano diventare uno strumento concreto di transizione energetica.
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