Bando CER Marche 2026: contributi fino a 300.000 euro

Il bando CER Marche 2026 è la misura regionale dedicata alla creazione e allo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, con una dotazione complessiva di 3,8 milioni di euro.

La misura finanzia progetti per la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili, con particolare attenzione a impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, smart grid, monitoraggio e gestione intelligente dei flussi energetici.

Il contributo in conto capitale può coprire fino al 40% dell’investimento ammissibile, per un massimo di 300.000 euro per progetto. Le domande potranno essere presentate dal 30 settembre 2026 al 29 gennaio 2027 attraverso la piattaforma SIGEF della Regione Marche, salvo chiusura anticipata al raggiungimento della soglia prevista dal bando.

Elemento Caratteristiche
Beneficiari Comunità Energetiche Rinnovabili già costituite
Territorio Regione Marche
Dotazione finanziaria 3.800.000 euro
Contributo 40% delle spese ammissibili
Contributo massimo 300.000 euro
Investimento minimo Superiore a 200.000 euro
Apertura domande 30 settembre 2026, ore 10:00
Chiusura domande 29 gennaio 2027, ore 17:00
Procedura Valutativa a sportello
Potenza massima 1 MW per singolo impianto

Qual è l’obiettivo del bando?

La misura punta a favorire la nascita e lo sviluppo di Comunità Energetiche Rinnovabili nelle Marche, aumentando la produzione locale di energia pulita e la quota di energia condivisa tra produttori e consumatori.

Inoltre, il progetto non deve limitarsi alla sola installazione di impianti. Deve integrare produzione, consumi, accumulo, monitoraggio e gestione intelligente dell’energia, così da migliorare l’autoconsumo, la flessibilità e la stabilità della rete.

Chi può partecipare al bando CER Marche 2026?

Il beneficiario del contributo deve essere una Comunità Energetica Rinnovabile già costituita al momento della presentazione della domanda e conforme alla normativa vigente.

La CER deve avere una sede operativa nelle Marche. Anche i soci e i membri devono avere residenza o sede operativa nel territorio regionale, mentre gli impianti finanziati devono essere localizzati nelle Marche.

Il contributo viene richiesto e ricevuto dalla CER. Le singole imprese, gli enti e gli altri membri partecipano alla configurazione, ma non sono beneficiari diretti dell’agevolazione. Ai fini del presente bando, le grandi imprese non possono essere soci o membri della CER.

Requisiti del bando CER Marche 2026

La Comunità Energetica deve essere già costituita, iscritta nel registro previsto dalla propria forma giuridica e in possesso dei requisiti amministrativi, finanziari e tecnici stabiliti dal bando.

Inoltre, deve adottare un bilancio energetico annuale e un programma triennale di interventi, garantire la sostenibilità finanziaria del progetto e rispettare la normativa ambientale, di sicurezza, antimafia e sugli aiuti di Stato.

In particolare, uno dei requisiti più importanti riguarda l’autoconsumo: ogni configurazione deve garantire un indice di autoconsumo totale almeno pari al 60%, calcolato mediante il simulatore RECON di ENEA considerando autoconsumo fisico e autoconsumo diffuso.

Quali interventi finanzia il bando CER Marche 2026?

Sono finanziabili nuovi impianti e potenziamenti inseriti nelle configurazioni della CER. Gli impianti devono essere di proprietà e sotto il controllo della Comunità Energetica.

Gli impianti devono essere installati sulle coperture degli edifici o sulle relative aree e superfici di pertinenza.

Diversamente, gli impianti a terra e agrivoltaici sono ammissibili esclusivamente se realizzati su aree individuate come idonee ai sensi della normativa vigente.

  • Impianti fotovoltaici e agrivoltaici
  • Sistemi di accumulo
  • Impianti minieolici
  • Impianti mini-idroelettrici
  • Impianti per lo sfruttamento dell’energia marina

Quali spese sono ammissibili?

Il contributo può finanziare le spese direttamente collegate alla realizzazione del progetto, purché pertinenti, documentate e intestate alla CER.

  • Pannelli fotovoltaici, inverter, quadri e componentistica elettrica
  • Strutture di montaggio e pensiline
  • Sistemi di accumulo conformi alle norme applicabili
  • Opere di connessione e reti elettriche necessarie
  • Sistemi di monitoraggio, telecontrollo e telegestione
  • Servizi ancillari e sistemi di flessibilità
  • Infrastrutture di smart grid
  • Opere edili strettamente necessarie
  • Spese tecniche e costi di costituzione della CER

Il costo relativo alla smart grid non può superare il 30% dell’investimento complessivo ammesso. Le spese tecniche sono riconoscibili entro il 10% del costo dei lavori e delle forniture; anche le spese di costituzione della CER possono essere ammesse entro il limite del 10%.

Bonifica dell’amianto e rifacimento delle coperture

Il bando può riconoscere le spese per la sostituzione delle coperture in amianto o comunque non idonee con coperture coibentate, quando l’intervento risulta funzionale e strettamente collegato alla realizzazione dell’impianto finanziato.

La sola bonifica della copertura, priva del collegamento con il progetto energetico, non costituisce un intervento autonomamente agevolabile. Inoltre, la riqualificazione del tetto può contribuire al punteggio del progetto.

A quanto ammonta il contributo?

Il contributo viene concesso in conto capitale e copre il 40% dell’investimento ammissibile, fino a un massimo di 300.000 euro. Per accedere alla misura, il progetto deve avere un costo complessivo superiore a 200.000 euro, al netto dell’IVA quando recuperabile.

A titolo di esempio, un investimento ammissibile di 500.000 euro può ottenere un contributo teorico pari a 200.000 euro. Nel caso di un investimento di 900.000 euro, invece, il 40% corrisponderebbe a 360.000 euro, ma il contributo verrebbe limitato al massimale di 300.000 euro.

Costi massimi ammissibili per kW

Potenza del singolo impianto Costo massimo ammissibile
Fino a 20 kW 1.500 €/kW
Oltre 20 kW e fino a 200 kW 1.200 €/kW
Oltre 200 kW e fino a 600 kW 1.100 €/kW
Oltre 600 kW e fino a 1.000 kW 1.050 €/kW

Questi limiti riguardano i costi strettamente relativi all’impianto FER. Non si applicano ad accumuli, pensiline, strutture di supporto e opere edili accessorie, che devono comunque essere pertinenti e ammissibili.

Il contributo è cumulabile con la tariffa GSE?

Il contributo regionale può essere compatibile con la tariffa incentivante riconosciuta per l’energia condivisa. Tuttavia, la cumulabilità non è automatica.

Devono essere verificate le condizioni previste dal Decreto CER, le eventuali riduzioni della tariffa, la natura dei membri, il regime de minimis, le intensità massime di aiuto e il divieto di doppio finanziamento. La verifica va effettuata sulla configurazione concreta della Comunità Energetica.

Come vengono valutati i progetti?

La procedura è a sportello. Tuttavia, non basta presentare rapidamente la domanda, poiché ogni progetto deve superare una soglia minima basata su criteri di qualità e di efficacia.

  • Qualità del progetto: peso 40%
  • Efficacia del progetto: peso 60%
  • Punteggio minimo: 20 punti su 40, con almeno 8 su 16 nei criteri di qualità e 12 su 24 nei criteri di efficacia

Ad esempio, tra i criteri premianti rientrano la cantierabilità, i titoli autorizzativi, il preventivo di connessione firmato, la bonifica o coibentazione del tetto, la prevalenza di impianti a copertura, l’efficienza dei moduli superiore al 21%, la presenza di accumulo, il numero dei membri e il livello di autoconsumo e autosufficienza energetica.

L’efficienza superiore al 21% e la presenza di più di 20 partecipanti sono criteri premianti, non requisiti generali di ammissibilità.

Quando possono essere sostenute le spese?

  • Spese tecniche e di costituzione della CER: dal 1° gennaio 2024
  • Spese relative agli impianti: dal 1° gennaio 2025

L’ammissibilità non è automatica: le fatture devono essere intestate alla CER, i pagamenti devono essere tracciabili, il progetto non deve essere già materialmente concluso prima della domanda e non sono ammissibili impianti entrati in esercizio prima della costituzione della CER.

Come presentare la domanda per il bando CER Marche 2026

Lo sportello telematico sarà aperto dalle ore 10:00 del 30 settembre 2026 alle ore 17:00 del 29 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata al raggiungimento della soglia di domande prevista dal bando.

La domanda deve essere presentata dalla CER attraverso SIGEF. Poiché l’istruttoria segue l’ordine cronologico, è consigliabile predisporre tutta la documentazione prima dell’apertura dello sportello.

Quali documenti devono essere predisposti?

  • Atto costitutivo e statuto della CER
  • Elenco completo dei membri
  • Relazione tecnica del progetto
  • Report RECON per ogni configurazione
  • Planimetrie e fotografie
  • Titoli autorizzativi e preventivo di connessione
  • Preventivi che coprano il 100% delle spese
  • Schede tecniche dei componenti
  • Documentazione sulla disponibilità delle superfici
  • Dichiarazioni DNSH, aiuti di Stato e antimafia, quando richieste

La mancanza di un allegato obbligatorio o una firma non valida può determinare la non ricevibilità della domanda. Nella fase di ricevibilità non è previsto il soccorso istruttorio.

Perché è importante iniziare subito?

La preparazione di una Comunità Energetica richiede tempo: analisi dei consumi, verifica della cabina primaria, individuazione dei membri e delle superfici, simulazioni energetiche, progettazione, autorizzazioni, connessione, preventivi e costituzione della CER.

Di conseguenza, iniziare soltanto all’apertura dello sportello può ridurre concretamente le possibilità di ottenere il contributo, soprattutto perché il bando premia i progetti cantierabili e segue l’ordine cronologico.

Il supporto di 4Energy per il bando CER Marche 2026

Una Comunità Energetica non si progetta partendo soltanto dalla potenza dell’impianto fotovoltaico. Occorre coordinare consumi, produzione, accumulo, autorizzazioni, regole di condivisione e sostenibilità economica.

4Energy può affiancare imprese, enti e aggregazioni territoriali nelle principali fasi del progetto:

  • Analisi dei consumi e verifica preliminare della configurazione
  • Individuazione della cabina primaria
  • Dimensionamento degli impianti e dei sistemi di accumulo
  • Simulazioni di produzione, autoconsumo e condivisione
  • Progettazione tecnica e gestione delle pratiche
  • Richiesta di connessione
  • Realizzazione chiavi in mano
  • Monitoraggio, manutenzione e assistenza post-installazione

Conclusioni

Il bando della Regione Marche rappresenta un’opportunità concreta per finanziare progetti territoriali basati su fotovoltaico, accumulo e condivisione dell’energia.

Gli elementi chiave sono il contributo fino al 40%, il massimale di 300.000 euro, l’investimento minimo superiore a 200.000 euro, la CER già costituita, l’autoconsumo totale minimo del 60% e la procedura a sportello.

La qualità della progettazione e la completezza della documentazione saranno determinanti. Per questo motivo, è consigliabile avviare subito l’analisi tecnica ed energetica della configurazione.

Per maggiori informazioni, dai un’occhiata qui.

Vuoi valutare una Comunità Energetica nelle Marche?

4Energy supporta imprese ed enti nella progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e Comunità Energetiche Rinnovabili. Contattaci per una verifica preliminare del progetto e dei requisiti previsti dal bando.

FAQ sul bando CER Marche 2026

Qual è il contributo massimo previsto?

Il contributo copre il 40% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 300.000 euro per progetto.

Qual è l’investimento minimo?

Sono ammessi progetti con un investimento complessivo superiore a 200.000 euro, al netto dell’IVA quando
recuperabile.

Un’impresa può presentare direttamente la domanda?

No. La domanda deve essere presentata da una Comunità Energetica Rinnovabile già costituita. L’impresa
può partecipare come membro della CER, nel rispetto dei requisiti previsti.

Le grandi imprese possono partecipare?

Ai fini del presente bando, le grandi imprese non possono essere soci o membri della CER.

Il fotovoltaico è finanziabile?

Sì. Sono finanziabili nuovi impianti fotovoltaici e potenziamenti, nel rispetto delle condizioni previste dal
bando.

Sono finanziabili le batterie?

Sì. I sistemi di accumulo rientrano tra le spese ammissibili e possono contribuire al punteggio del progetto.

È finanziabile la rimozione dell’amianto?

Può essere ammessa quando la sostituzione della copertura è funzionale e strettamente collegata alla
realizzazione dell’impianto finanziato.

Qual è la potenza massima degli impianti?

Ogni singolo impianto finanziato deve avere una potenza non superiore a 1 MW.

Quando si presenta la domanda?

Dalle ore 10:00 del 30 settembre 2026 alle ore 17:00 del 29 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata.

Qual è la percentuale minima di autoconsumo?

Ogni configurazione deve garantire un indice di autoconsumo totale almeno pari al 60%, calcolato secondo
il metodo previsto dal bando.

Il contributo è cumulabile con la tariffa GSE?

La compatibilità è possibile solo nel rispetto delle condizioni previste dal Decreto CER, delle regole sugli
aiuti di Stato, del regime de minimis e del divieto di doppio finanziamento.

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