Il Bando Piceno Consind 2026 concede alle imprese manifatturiere del territorio più tempo per preparare la domanda di accesso al Fondo di contrasto alla deindustrializzazione.
L’apertura dello sportello, inizialmente prevista per il 31 agosto, è stata posticipata alle ore 12:00 del 28 settembre 2026. Le domande potranno essere presentate fino alle ore 12:00 del 28 novembre 2026.
Al territorio del Piceno Consind sono destinati 20 milioni di euro. Ogni impresa potrà ottenere un contributo in conto impianti fino al 100% delle spese ammesse, entro il limite di 300.000 euro e nel rispetto del plafond “de minimis” disponibile.
Per le aziende che vogliono ridurre la propria esposizione ai costi dell’energia, il bando offre il tempo necessario per valutare anche interventi legati alla sostenibilità dell’unità produttiva. Un nuovo impianto fotovoltaico o un sistema di accumulo potrebbero rientrare in un programma di riqualificazione, ma la loro ammissibilità deve essere verificata sul progetto specifico.
Bando Piceno Consind 2026: le nuove scadenze
Il differimento dell’apertura è stato disposto dal Dipartimento per le politiche di coesione con il Decreto n. 382 del 24 luglio 2026.
| Passaggio | Data |
|---|---|
| Registrazione nell’area personale Invitalia | Disponibile dal 31 luglio 2026 |
| Apertura dello sportello | 28 settembre 2026, ore 12:00 |
| Chiusura dello sportello | 28 novembre 2026, ore 12:00 |
| Termine delle spese ammissibili | 31 dicembre 2028 |
| Richiesta di erogazione | Entro il 30 giugno 2029 |
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso l’area personale di Invitalia. La registrazione può essere completata già dal 31 luglio 2026, ma non attribuisce alcuna priorità ai fini della valutazione.
Le domande saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, con avvio dell’istruttoria dopo la chiusura dello sportello.
La proroga non elimina quindi la necessità di prepararsi in anticipo. Le settimane disponibili possono essere utilizzate per verificare requisiti, ubicazione dell’unità produttiva, plafond “de minimis”, fattibilità tecnica e corretta impostazione del programma di investimento.
Consulta la pagina ufficiale del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026.
Quanto finanzia il Bando Piceno Consind 2026?
La seconda edizione del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione mette a disposizione complessivamente 120 milioni di euro.
La ripartizione prevede:
- 100 milioni di euro per i territori dei consorzi industriali del Lazio;
- 20 milioni di euro per il territorio del Piceno Consind.
L’agevolazione consiste in un contributo in conto impianti:
- fino al 100% delle spese riconosciute ammissibili;
- entro il limite massimo di 300.000 euro per impresa;
- nel rispetto del Regolamento europeo “de minimis”;
- per spese sostenute dall’8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028.
Il contributo effettivamente concesso dipenderà dalle spese riconosciute da Invitalia e dal plafond “de minimis” ancora disponibile per la singola impresa.
Il 100% rappresenta quindi la percentuale massima applicabile alle spese ammesse, non un contributo automaticamente riconosciuto sull’intero investimento presentato.
Quali imprese possono accedere al Bando Piceno Consind 2026?
Il Bando Piceno Consind 2026 è rivolto alle imprese manifatturiere con codice ATECO appartenente alla sezione C della classificazione ATECO 2025.
Possono partecipare le aziende che:
- possiedono già un’unità produttiva nei territori comunali di competenza del Piceno Consind;
- intendono insediare una nuova unità produttiva manifatturiera negli stessi territori;
- sono regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese;
- rispettano i requisiti fiscali, contributivi, assicurativi e amministrativi previsti;
- non si trovano nelle condizioni di esclusione indicate dall’avviso.
Il riferimento al “Piceno” non comprende automaticamente tutte le imprese della provincia. L’unità produttiva interessata deve trovarsi in uno dei Comuni indicati dalla documentazione ufficiale.
Tra i territori ammessi rientrano Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Grottammare, Monteprandone, Castel di Lama, Spinetoli, Offida, Comunanza e Acquaviva Picena.
Prima di presentare la domanda per il Bando Piceno Consind 2026, è quindi necessario verificare sia il codice ATECO sia l’ubicazione dell’unità produttiva.
Quali investimenti ammette il Bando Piceno Consind 2026?
Il Fondo sostiene programmi rivolti al potenziamento o alla riqualificazione di unità produttive manifatturiere esistenti e alla realizzazione di nuovi insediamenti produttivi.
Gli investimenti devono riguardare almeno uno dei seguenti ambiti:
- ristrutturazione o realizzazione dell’immobile nel quale si svolge l’attività manifatturiera;
- ammodernamento e ampliamento per l’innovazione di prodotto o di processo;
- innovazioni tecnologiche e digitalizzazione dei processi;
- investimenti immateriali;
- conversione di attività produttive a significativo impatto ambientale verso modelli più sostenibili;
- avvio di nuove unità produttive.
Sono ammesse opere murarie e impiantistiche strumentali, macchinari, impianti, arredi e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione, e alcune immobilizzazioni immateriali.
I beni devono essere utilizzati esclusivamente presso l’unità produttiva interessata e registrati contabilmente come immobilizzazioni.
Quali spese sono escluse?
L’avviso esclude espressamente:
- consulenze specialistiche;
- beni acquistati tramite locazione finanziaria;
- commesse interne;
- macchinari, impianti e attrezzature usati;
- acquisto o locazione di terreni e fabbricati;
- costi di funzionamento e scorte;
- formazione del personale;
- spese di trasporto;
- costi di intermediazione commerciale;
- imposte e tasse, salvo i casi previsti per l’IVA non recuperabile.
L’attività di analisi e progettazione può essere necessaria per costruire correttamente l’intervento, ma i relativi costi non devono essere presentati come automaticamente finanziabili.
Perché il costo dell’energia incide sulla competitività
Per molte imprese manifatturiere del Piceno, l’energia rappresenta una voce significativa dei costi di produzione.
Secondo un’elaborazione di Confindustria su dati Eurostat e GME, nel primo semestre 2025 le imprese italiane hanno sostenuto un costo medio dell’elettricità pari a 278 euro/MWh, contro i 216 euro/MWh della media europea.
Il divario, vicino al 30%, mostra una criticità strutturale per il sistema produttivo italiano. I valori non corrispondono necessariamente al prezzo applicato nella bolletta di ogni azienda, ma aiutano a comprendere quanto il tema energetico possa incidere sulla competitività.
Autoprodurre una parte dell’energia consumata può ridurre l’esposizione alle variazioni del mercato. Il beneficio dipende però dai consumi dell’impresa, dagli orari di attività, dalla superficie disponibile, dalla potenza installabile e dalla quota di energia utilizzata direttamente.
Fotovoltaico per le imprese di Ascoli Piceno e del territorio Consind
Per un’impresa manifatturiera che ancora non possiede un impianto fotovoltaico, il primo passaggio consiste nell’analisi dei consumi reali.
Un impianto correttamente dimensionato può:
- produrre energia vicino al luogo in cui viene consumata;
- ridurre i prelievi dalla rete durante le ore di produzione solare;
- rendere più prevedibile una parte del costo energetico;
- valorizzare coperture e superfici aziendali;
- accompagnare il percorso di sostenibilità dell’attività produttiva.
La potenza dell’impianto non dovrebbe essere definita soltanto sulla base dello spazio disponibile.
Un impianto sovradimensionato rispetto ai consumi diurni può produrre una quantità elevata di energia da immettere in rete, riducendo la quota effettivamente autoconsumata dall’azienda.
La progettazione deve quindi partire dalle bollette, dalle curve di carico, dai turni produttivi e dall’eventuale crescita futura dei consumi.
Accumulo per le aziende che possiedono già il fotovoltaico
Il bando può essere valutato anche dalle imprese che dispongono già di un impianto fotovoltaico e vogliono migliorare la gestione dell’energia prodotta.
Un sistema di accumulo permette di conservare parte dell’energia disponibile e utilizzarla in momenti differenti. Se coerente con il profilo aziendale, può:
- aumentare la quota di autoconsumo;
- ridurre le immissioni in rete;
- supportare i carichi quando il fotovoltaico produce meno;
- contribuire alla gestione dei picchi di potenza;
- rendere più flessibile la gestione energetica dell’unità produttiva.
La convenienza deve essere verificata analizzando produzione, consumi, eccedenze, potenza di picco e numero di cicli prevedibili.
La presenza di una batteria, inoltre, non garantisce automaticamente la continuità delle attività in caso di blackout. Per ottenere questa funzione il sistema deve essere progettato con dispositivi specifici di backup o continuità.
Fotovoltaico e accumulo sono finanziabili dal Bando Piceno Consind?
L’avviso non cita espressamente gli impianti fotovoltaici o i sistemi di accumulo.
Indica però come ammissibili le opere impiantistiche strumentali e l’acquisto di impianti nuovi di fabbrica collegati al potenziamento o alla riqualificazione dell’unità produttiva. Tra gli ambiti sostenuti rientra anche la conversione verso modelli di maggiore sostenibilità ambientale ed economica.
Fotovoltaico e accumulo possono quindi essere valutati all’interno del programma di investimento, ma la loro ammissibilità non può essere considerata automatica.
Prima della domanda occorre verificare:
- coerenza con le finalità del progetto;
- collegamento con l’attività manifatturiera;
- utilizzo esclusivo presso l’unità produttiva interessata;
- classificazione contabile delle spese;
- rispetto delle condizioni contenute nell’avviso;
- eventuali chiarimenti pubblicati da Invitalia;
- assenza di doppio finanziamento sulle stesse spese.
Verifica le modalità ufficiali di presentazione della domanda.
Come preparare la domanda entro il 28 settembre
Per arrivare all’apertura dello sportello con un progetto definito è utile:
- verificare il codice ATECO e i requisiti dell’impresa;
- controllare che l’unità produttiva si trovi in uno dei Comuni ammessi;
- verificare il plafond “de minimis” disponibile;
- analizzare almeno dodici mesi di bollette e consumi;
- esaminare le curve di carico e gli eventuali dati di produzione fotovoltaica;
- controllare coperture, superfici, vincoli e condizioni di connessione;
- dimensionare impianto e accumulo in funzione dei consumi;
- definire le singole voci di spesa;
- raccogliere la documentazione richiesta;
- completare la registrazione nell’area personale Invitalia.
Per accedere alla piattaforma sono necessari SPID, Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica. La domanda deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante ed è richiesta una PEC attiva e registrata presso la Camera di Commercio.
Come 4Energy affianca le imprese del Piceno
4Energy supporta le imprese di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e degli altri territori Piceno Consind nell’analisi tecnica ed energetica dell’investimento.
La valutazione può comprendere:
- analisi dei consumi e delle curve di carico;
- verifica delle superfici disponibili;
- studio di fattibilità;
- dimensionamento del nuovo impianto fotovoltaico;
- analisi di un eventuale sistema di accumulo;
- stima della producibilità e dell’autoconsumo;
- valutazione economica dell’investimento;
- progettazione e realizzazione dell’intervento;
- monitoraggio, manutenzione e assistenza.
L’ammissibilità dell’impresa e delle singole spese resta subordinata alla valutazione di Invitalia sulla domanda presentata.
Per conoscere anche gli altri strumenti disponibili, consulta la nostra guida agli incentivi per il fotovoltaico delle imprese nel 2026.
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La proroga offre alle imprese manifatturiere del Piceno alcune settimane in più per trasformare un’esigenza energetica in un progetto tecnico ed economico documentato.
Se la tua azienda opera in uno dei Comuni del Piceno Consind, richiedi a 4Energy una verifica preliminare.
Analizzeremo consumi, superfici e obiettivi produttivi per valutare il corretto dimensionamento di un nuovo impianto fotovoltaico o di un sistema di accumulo.
Contenuto aggiornato a settembre 2026.
Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la lettura dell’avviso, dei relativi allegati e dei chiarimenti pubblicati da Invitalia. L’ammissibilità dell’impresa e delle singole spese deve essere verificata sul progetto specifico.











