Fondo Nuovo Credito 2026 Marche e fotovoltaico

Il Fondo Nuovo Credito 2026 Marche apre il 9 settembre 2026 e offre alle micro, piccole e medie imprese regionali nuove agevolazioni per realizzare progetti di investimento, compresi gli impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo.

La misura regionale sostiene progetti di investimento compresi tra 40.000 e 200.000 euro attraverso un insieme di agevolazioni: contributo a fondo perduto, contributo sugli interessi, riduzione dei costi della garanzia e accesso al credito tramite i Confidi convenzionati.

Tra gli investimenti ammissibili rientrano anche gli impianti fotovoltaici, purché siano collegati all’attività dell’impresa, destinati all’autoconsumo e installati sugli edifici aziendali o sulle relative pertinenze.

Combinando le diverse forme di sostegno, il beneficio complessivo può arrivare fino a 21.000 euro. L’importo effettivamente riconosciuto dipende però dalle caratteristiche del progetto, del finanziamento e della garanzia.

Cos’è il Fondo Nuovo Credito 2026?

Il Fondo Nuovo Credito – Sezione Investimenti e Liquidità 2026 è una misura della Regione Marche gestita da Credito Futuro Marche.

L’obiettivo è facilitare l’accesso al credito delle imprese marchigiane che intendono realizzare nuovi investimenti, anche abbinati a esigenze di liquidità.

L’agevolazione non consiste quindi in un unico contributo da 21.000 euro, ma combina diversi strumenti:

  • contributo a fondo perduto sull’investimento;
  • contributo in conto interessi;
  • rimborso di una parte dei costi della garanzia;
  • riassicurazione pubblica della garanzia rilasciata dal Confidi.

Quali agevolazioni prevede il Fondo Nuovo Credito 2026 Marche?

Il primo sostegno consiste in un contributo a fondo perduto pari al 10% dell’importo del progetto, fino a un massimo di 10.000 euro.

Con un progetto da 100.000 euro è quindi possibile raggiungere il contributo massimo previsto, fermo restando il rispetto di tutti i requisiti della misura.

A questo si aggiunge un contributo in conto interessi. Il suo valore può coprire fino al 100% degli interessi attualizzati calcolati su un piano di ammortamento sviluppato al tasso del 2,5%, entro il limite massimo di 7.000 euro. Se il TAN applicato al finanziamento è inferiore al 2,5%, il calcolo viene limitato al tasso effettivamente applicato.

È previsto inoltre il rimborso di una parte degli oneri applicati dal Confidi, fino a 4.000 euro. Il rimborso massimo corrisponde allo 0,60% annuo dell’importo nominale della garanzia.

Agevolazione Importo massimo
Contributo a fondo perduto 10.000 €
Contributo in conto interessi 7.000 €
Rimborso dei costi della garanzia 4.000 €
Beneficio complessivo potenziale Fino a 21.000 €

Il totale di 21.000 euro rappresenta pertanto il beneficio massimo potenziale ottenibile sommando le tre agevolazioni. Non tutte le imprese riceveranno automaticamente l’importo massimo.

Il fotovoltaico è ammesso al Fondo Nuovo Credito 2026?

Sì, gli impianti fotovoltaici possono rientrare tra gli investimenti ammessi, ma devono rispettare alcune condizioni precise.

Il regolamento esclude gli impianti destinati a produrre energia elettrica eccedente l’autoconsumo e quelli collocati al di fuori degli edifici e delle relative pertinenze utilizzati per l’attività aziendale.

Il Fondo Nuovo Credito 2026 può quindi essere valutato per un impianto fotovoltaico:

  • installato sulla copertura dello stabilimento o del capannone aziendale;
  • realizzato su una pertinenza direttamente collegata all’attività;
  • dimensionato principalmente sui consumi elettrici dell’impresa;
  • destinato a ridurre i prelievi di energia dalla rete.

La misura non è invece pensata per impianti realizzati principalmente per produrre e vendere energia.

Prima di presentare il progetto è quindi necessario analizzare i consumi aziendali e stimare quanta parte dell’energia prodotta potrà essere utilizzata direttamente dall’impresa.

Cosa significa fotovoltaico destinato all’autoconsumo?

L’autoconsumo è la quota di energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e utilizzata direttamente dall’azienda.

Un’impresa che concentra una parte importante dei propri consumi durante le ore diurne può utilizzare subito l’energia prodotta dai pannelli, riducendo quella acquistata dalla rete.

Per dimensionare correttamente l’impianto occorre mettere in relazione:

  • andamento dei consumi elettrici;
  • orari e giorni di attività;
  • superficie disponibile;
  • producibilità stimata;
  • eventuali picchi stagionali;
  • quota di energia autoconsumata;
  • energia eventualmente immessa in rete;
  • investimento e risparmio annuale previsto.

La potenza dell’impianto non dovrebbe quindi essere definita soltanto in base allo spazio disponibile. Deve essere coerente anche con il profilo energetico dell’impresa e con le condizioni previste dal Fondo.

Quale investimento è ammesso?

Il progetto presentato deve avere un valore compreso tra 40.000 e 200.000 euro.

La sua composizione deve rispettare queste percentuali:

  • almeno il 60% deve riguardare investimenti;
  • fino al 40% può essere destinato al capitale circolante, anche se non direttamente collegato all’investimento.

Al netto di eventuali ulteriori agevolazioni, il finanziamento collegato al progetto può essere compreso tra 36.000 e 190.000 euro.

La durata prevista va da un minimo di 36 mesi a un massimo di 96 mesi, compreso un eventuale periodo di preammortamento non superiore a 12 mesi.

Ogni impresa può presentare una sola domanda di agevolazione.

Un esempio di agevolazione per un impianto fotovoltaico

Consideriamo un progetto aziendale del valore complessivo di 100.000 euro.

In presenza di tutte le condizioni richieste, le agevolazioni potrebbero comprendere:

  • 10.000 euro di contributo a fondo perduto;
  • fino a 7.000 euro di contributo in conto interessi;
  • fino a 4.000 euro di rimborso dei costi della garanzia Confidi.

Il beneficio complessivo potenziale può quindi raggiungere 21.000 euro.

A queste agevolazioni si aggiunge il risparmio ottenuto nel tempo attraverso l’autoconsumo dell’energia prodotta dall’impianto.

Si tratta di una simulazione basata sugli importi massimi previsti dal regolamento. Il contributo effettivo deve essere calcolato sul singolo progetto e non può essere determinato considerando automaticamente il valore massimo di ciascuna agevolazione.

Come funziona la garanzia del Confidi?

L’operazione prevede l’intervento di un Confidi convenzionato.

La garanzia rilasciata dal Confidi può coprire fino all’80% del finanziamento. Il Fondo regionale può a sua volta riassicurare l’80% della garanzia concessa dal Confidi.

La riassicurazione non viene versata direttamente all’impresa, ma serve a rafforzare il sistema di garanzia e a facilitare l’accesso al finanziamento.

La domanda dell’impresa viene presentata attraverso un Confidi convenzionato. Quando la pratica viene trasmessa al soggetto gestore, il finanziamento deve risultare già deliberato sia dalla banca sia dal Confidi.

Chi può accedere al Fondo Nuovo Credito 2026?

La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese, compresi i lavoratori autonomi con partita IVA individuale, in possesso dei requisiti previsti.

L’impresa deve essere attiva e avere una sede operativa nelle Marche, nella quale sarà realizzato l’investimento. Può partecipare anche un’impresa che non dispone ancora di una sede operativa regionale, purché si impegni ad attivarla entro il termine di realizzazione del progetto.

Tra i requisiti richiesti rientrano:

  • appartenenza a uno dei settori ammessi;
  • regolarità contributiva;
  • assenza di procedure concorsuali incompatibili con l’agevolazione;
  • rispetto delle disposizioni sugli aiuti di Stato;
  • possesso, quando obbligatoria, della polizza assicurativa contro i rischi catastrofali.

Sono previste esclusioni per alcuni settori e attività. Prima di avviare la pratica è quindi necessario verificare anche il codice ATECO collegato al progetto.

Quando apre il Fondo Nuovo Credito 2026?

L’apertura dello sportello, inizialmente prevista per il 1° settembre, è stata posticipata alle ore 11:00 del 9 settembre 2026.

Il rinvio è stato disposto dalla Regione Marche con il Decreto IACR n. 405 del 24 agosto 2026.

La domanda deve essere sottoscritta dall’impresa e presentata a un Confidi convenzionato. Anche il finanziamento collegato al progetto deve essere richiesto dopo l’apertura dello sportello.

Prima del 9 settembre è quindi possibile preparare il progetto, raccogliere i dati aziendali e confrontarsi con i professionisti coinvolti, ma la domanda e la richiesta del finanziamento devono rispettare la nuova data di apertura.

Per verificare tutti i requisiti, le spese ammissibili e le modalità di presentazione della domanda, puoi scaricare il Regolamento attuativo del Fondo Nuovo Credito 2026 Marche.

Quando possono iniziare le spese?

La tempistica è uno degli aspetti più delicati della misura.

Le fatture devono essere emesse e pagate dopo la concessione dell’agevolazione. Se l’impresa sceglie il regime di esenzione, anche l’obbligazione giuridicamente vincolante deve essere successiva alla concessione.

Questo significa che l’azienda deve prestare attenzione anche al momento in cui sottoscrive ordini, contratti o altri impegni relativi all’investimento.

Avviare il progetto senza aver verificato preventivamente le condizioni può rendere le spese non ammissibili.

L’investimento deve essere completato entro 12 mesi dalla comunicazione di concessione dell’agevolazione. Entro 60 giorni dalla conclusione, calcolata sulla data dell’ultimo pagamento, deve essere trasmessa la documentazione prevista per la rendicontazione.

Il Fondo Nuovo Credito 2026 Marche è cumulabile con altri incentivi?

Il regolamento prevede la possibilità di cumulo con altri aiuti, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea e del divieto di doppio finanziamento.

Viene indicata espressamente anche la compatibilità con la Nuova Sabatini e con altre misure di natura fiscale, purché siano rispettate le rispettive regole di cumulabilità.

Questo rende particolarmente importante effettuare una valutazione complessiva degli incentivi disponibili prima di realizzare l’investimento.

Come preparare un progetto fotovoltaico per il Fondo Nuovo Credito 2026

Prima di avviare la richiesta è utile verificare:

  • consumi elettrici e profilo di carico dell’azienda;
  • superficie realmente utilizzabile;
  • potenza corretta dell’impianto;
  • percentuale prevista di autoconsumo;
  • producibilità annuale;
  • costo dell’investimento;
  • risparmio energetico stimato;
  • composizione del progetto tra investimenti e liquidità;
  • requisiti del Fondo;
  • eventuale cumulabilità con altre agevolazioni.

Questa analisi permette di capire se il fotovoltaico rispetta le condizioni del Fondo e se l’investimento è coerente con le esigenze energetiche ed economiche dell’impresa.

Fondo Nuovo Credito 2026 Marche: come può aiutarti 4Energy?

4Energy affianca le imprese nella valutazione tecnica ed economica degli impianti fotovoltaici, partendo dai consumi reali e dagli obiettivi aziendali.

L’analisi preliminare può comprendere:

  • verifica delle superfici disponibili;
  • studio dei consumi elettrici;
  • dimensionamento dell’impianto;
  • stima della producibilità;
  • calcolo dell’autoconsumo;
  • valutazione del risparmio annuale;
  • definizione dell’investimento necessario;
  • verifica preliminare della coerenza del progetto con il Fondo Nuovo Credito 2026.

La concessione dell’agevolazione resta subordinata alla valutazione del Confidi, della banca e del soggetto gestore.

Stai valutando un impianto fotovoltaico per la tua impresa?

Se la tua azienda ha una sede operativa nelle Marche e sta programmando un investimento compreso tra 40.000 e 200.000 euro, questo è il momento giusto per verificare la fattibilità del progetto.

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    Domande frequenti sul Fondo Nuovo Credito 2026 Marche

    Quando apre il Fondo Nuovo Credito 2026?

    Lo sportello apre alle ore 11:00 del 9 settembre 2026. La data inizialmente prevista per il 1° settembre è stata posticipata con il Decreto IACR n. 405 del 24 agosto 2026.

    Qual è il contributo massimo previsto?

    Le tre agevolazioni possono raggiungere complessivamente 21.000 euro: fino a 10.000 euro a fondo perduto, 7.000 euro in conto interessi e 4.000 euro per i costi della garanzia. L’importo effettivo dipende dal progetto, dal finanziamento e dalla garanzia.

    Il fotovoltaico è ammesso al Fondo Nuovo Credito 2026 Marche?

    Sì. L’impianto deve essere destinato all’autoconsumo e collocato sugli edifici o sulle relative pertinenze utilizzati per l’attività aziendale.

    Qual è l’investimento minimo?

    Il progetto deve avere un valore minimo di 40.000 euro e massimo di 200.000 euro.

    Quale percentuale deve essere destinata agli investimenti?

    Almeno il 60% del progetto deve riguardare gli investimenti. La quota destinata al capitale circolante può arrivare al massimo al 40%.

    Requisiti e presentazione della domanda

    Chi può accedere al Fondo Nuovo Credito 2026 Marche?

    Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi con partita IVA individuale, in possesso dei requisiti previsti. È richiesta una sede operativa nelle Marche, che può essere attivata anche entro la realizzazione del progetto.

    Quando possono essere emesse e pagate le fatture?

    Le fatture devono essere emesse e pagate dopo la concessione dell’agevolazione. Nel regime di esenzione, anche l’obbligazione giuridicamente vincolante deve essere successiva alla concessione.

    Quanto tempo è previsto per completare il progetto?

    L’investimento deve essere completato entro 12 mesi dalla comunicazione di concessione dell’agevolazione.

    Il Fondo è cumulabile con altri incentivi?

    Il cumulo è possibile nel rispetto dei massimali previsti, delle regole europee applicabili e del divieto di doppio finanziamento. La compatibilità deve essere verificata per ogni singola agevolazione.

    Come viene presentata la domanda?

    La domanda viene sottoscritta dall’impresa e presentata tramite un Confidi convenzionato. Al momento della trasmissione al soggetto gestore, il finanziamento deve risultare già deliberato dalla banca e dal Confidi.


    Fonti: Regolamento attuativo “Fondo Nuovo Credito – Sezione Investimenti e Liquidità 2026” – Regione Marche / Credito
    Futuro Marche.

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