La verifica SPI fotovoltaico serve a controllare il corretto funzionamento del Sistema di Protezione di Interfaccia che regola il rapporto tra l’impianto di produzione e la rete elettrica.
Per gli impianti interessati, la verifica mediante cassetta prova relè deve essere effettuata con cadenza quinquennale. Tuttavia, eseguire la prova rappresenta soltanto una parte dell’adempimento: occorre anche conservare il verbale e trasmettere l’esito al gestore di rete secondo le modalità previste.
Per un’impresa, quindi, la verifica SPI dovrebbe essere inserita nello scadenzario tecnico dell’impianto insieme alle manutenzioni, alle verifiche elettriche e agli altri adempimenti. In questo modo si evita di ricostruire la situazione soltanto dopo aver ricevuto un sollecito dal distributore.
Che cos’è il Sistema di Protezione di Interfaccia?
Il Sistema di Protezione di Interfaccia, indicato con la sigla SPI, controlla alcuni parametri della rete e interviene quando rileva condizioni esterne ai limiti previsti.
Il suo compito è comandare il dispositivo di interfaccia e separare l’impianto di produzione dalla rete quando si verificano determinate anomalie. In un impianto fotovoltaico possono quindi essere presenti:
- protezione di interfaccia;
- dispositivo di interfaccia;
- sistemi di misura;
- circuiti di comando;
- inverter;
- protezioni generali;
- regolazioni definite nel regolamento di esercizio.
Inoltre, questi elementi devono operare in modo coordinato. Di conseguenza, la verifica non consiste soltanto nell’osservare se il relè è acceso, ma nel controllarne le funzionalità attraverso una prova eseguita secondo le prescrizioni applicabili.
Quali impianti devono effettuare la verifica SPI fotovoltaico?
La Delibera ARERA 786/2016/R/eel disciplina le verifiche periodiche mediante cassetta prova relè per determinati impianti di produzione connessi in media e bassa tensione. In particolare, le verifiche interessano:
- gli impianti di produzione connessi in media tensione con potenza superiore a 11,08 kW;
- gli impianti di produzione connessi in bassa tensione con potenza superiore a 11,08 kW dotati di Sistema di Protezione di Interfaccia con dispositivo dedicato.
La presenza di una potenza superiore a 11,08 kW, quindi, non è l’unico elemento da considerare per gli impianti connessi in bassa tensione. Occorre verificare anche la configurazione reale dello SPI e la presenza di un relè di protezione dedicato.
| Configurazione | Quando si applica | Periodicità |
|---|---|---|
| Connessione in media tensione | Impianto di produzione con potenza superiore a 11,08 kW | Verifica quinquennale mediante cassetta prova relè |
| Connessione in bassa tensione | Potenza superiore a 11,08 kW e SPI con dispositivo dedicato | Verifica quinquennale mediante cassetta prova relè |
| Impianto con più sezioni | Sezioni entrate in esercizio in date differenti | Riferimento alla prima sezione entrata in esercizio |
| Sostituzione dello SPI | Sostituzione per guasto o malfunzionamento | Nuova verifica e comunicazione al gestore |
La valutazione deve partire dal regolamento di esercizio, dagli schemi elettrici e dalle caratteristiche effettive dell’impianto. In caso di dubbi, è opportuno verificare anche le indicazioni del gestore di rete competente.
Ogni quanto deve essere eseguita la verifica SPI fotovoltaico?
La verifica periodica delle funzionalità della protezione di interfaccia mediante cassetta prova relè ha cadenza quinquennale. Per gli impianti entrati in esercizio dal 1° agosto 2016, la prima verifica deve essere effettuata entro cinque anni dalla data di entrata in esercizio.
Per gli impianti più vecchi, la Delibera ARERA 786/2016/R/eel aveva stabilito specifiche scadenze iniziali, ormai trascorse, sulla base della data di entrata in esercizio e dell’eventuale precedente verifica documentata. Di conseguenza, per un impianto esistente la domanda da porsi oggi è:
- quando è entrato in esercizio;
- se la prima verifica è stata effettuata;
- qual è la data dell’ultimo verbale;
- se l’esito è stato trasmesso al gestore di rete;
- quando ricorre il quinquennio successivo.
Se l’impianto è costituito da due o più sezioni entrate in esercizio in momenti diversi, per definire la periodicità bisogna fare riferimento alla data di entrata in esercizio della prima sezione.
Come si calcola la prossima scadenza?
Per ricostruire la prossima scadenza non è sufficiente considerare l’età apparente dei pannelli o la data di un intervento recente. Di conseguenza, occorre raccogliere almeno:
- data di entrata in esercizio;
- data di attivazione della connessione;
- composizione dell’impianto;
- presenza di più sezioni;
- data dell’ultima verifica documentata;
- eventuale sostituzione dello SPI;
- regolamento di esercizio;
- comunicazioni inviate dal distributore;
- ricevuta di trasmissione dell’ultimo verbale.
Per esempio, se è disponibile un verbale valido relativo a una prova eseguita cinque anni prima, la nuova verifica potrebbe essere prossima alla scadenza anche in assenza di comunicazioni preventive.
Per questo motivo, la data deve essere ricostruita partendo dalla documentazione reale dell’impianto e verificata rispetto alle disposizioni applicabili.
Che cos’è la prova con cassetta prova relè?
La cassetta prova relè è uno strumento utilizzato per simulare le condizioni elettriche necessarie a verificare il comportamento della protezione. In particolare, attraverso la prova vengono controllate le funzionalità previste per lo SPI, comprese le soglie e i tempi di intervento applicabili alla configurazione dell’impianto.
L’attività deve essere svolta da personale competente con strumentazione idonea e nel rispetto delle norme tecniche, del regolamento di esercizio e delle indicazioni del distributore. In particolare, prima della prova è necessario verificare:
- modello della protezione di interfaccia;
- configurazione dell’impianto;
- soglie impostate;
- documentazione disponibile;
- regolamento di esercizio;
- presenza di più protezioni;
- eventuali modifiche eseguite;
- modalità richieste per la trasmissione dell’esito.
La prova non dovrebbe quindi essere trattata come un controllo isolato dal resto dell’impianto.
Che cosa deve contenere il verbale della verifica SPI?
In sintesi, il verbale deve permettere di ricostruire quale protezione è stata controllata, come è stata effettuata la prova e quale risultato è stato ottenuto. In base alla configurazione e alle procedure applicabili, la documentazione può comprendere:
- dati del titolare dell’impianto;
- POD;
- indirizzo dell’impianto;
- potenza e tipologia di connessione;
- marca, modello e matricola della protezione;
- soglie e tempi impostati;
- risultati delle prove;
- data di esecuzione;
- indicazione della strumentazione utilizzata;
- riferimenti del tecnico;
- esito della verifica;
- eventuali anomalie riscontrate;
- interventi necessari.
Inoltre, è importante conservare la prova dell’avvenuta trasmissione al distributore. Avere il verbale in archivio, infatti, non dimostra automaticamente che l’adempimento sia stato comunicato correttamente.
A chi deve essere inviato il verbale?
L’esito della verifica deve essere comunicato al gestore della rete alla quale è connesso l’impianto. Tuttavia, le modalità operative possono variare in base al distributore. Generalmente, la documentazione viene caricata attraverso l’area riservata o il portale dedicato ai produttori. Pertanto, prima dell’invio è necessario verificare:
- quale distributore gestisce il punto di connessione;
- quale servizio online utilizzare;
- quali documenti allegare;
- formato e dimensione dei file;
- eventuale modulistica;
- stato della pratica dopo il caricamento.
Inoltre, la ricevuta e le eventuali comunicazioni successive devono essere conservate insieme al verbale della prova.
Cosa succede se la verifica SPI fotovoltaico è scaduta?
Secondo la Delibera ARERA 786/2016/R/eel, il gestore di rete invia un sollecito nel primo mese successivo alla scadenza se la verifica non risulta effettuata. Se il produttore non provvede entro un mese dal sollecito, il gestore comunica la situazione al GSE. Il GSE può quindi sospendere:
- l’erogazione degli incentivi, quando presenti;
- la convenzione di Scambio sul Posto, ove applicabile;
- la convenzione di Ritiro Dedicato, ove presente.
Le disposizioni prevedono inoltre conseguenze sul servizio di connessione. Dopo la regolarizzazione e le comunicazioni previste, le sospensioni cessano di produrre effetti. Per questo motivo, aspettare il sollecito espone l’impresa a un rischio amministrativo e operativo evitabile attraverso un semplice scadenzario.
La verifica deve essere eseguita anche dopo la sostituzione dello SPI?
Sì. La Delibera ARERA stabilisce che le verifiche siano eseguite anche quando il Sistema di Protezione di Interfaccia viene sostituito a causa di un guasto o di un malfunzionamento. Successivamente, l’esito deve essere comunicato al gestore di rete.
Anche altre modifiche possono richiedere una valutazione tecnica e documentale, per esempio:
- sostituzione degli inverter;
- revamping;
- ampliamento dell’impianto;
- modifica delle sezioni;
- aggiunta di un sistema di accumulo;
- variazione dello schema elettrico;
- aggiornamento delle regolazioni;
- sostituzione di dispositivi di interfaccia.
Di conseguenza, prima di intervenire è utile verificare gli effetti della modifica sul regolamento di esercizio e sugli adempimenti di connessione.
SPI e SPG sono la stessa cosa?
No. Il Sistema di Protezione di Interfaccia e il Sistema di Protezione Generale svolgono funzioni differenti. Lo SPI interviene nel rapporto tra l’impianto di produzione e la rete. Il Sistema di Protezione Generale, invece, è collegato alla protezione dell’impianto dell’utente rispetto alla rete, in particolare nelle connessioni in media tensione. Inoltre, entrambi possono essere soggetti a verifiche, ma con riferimenti e procedure differenti. Perciò, quando si controlla la documentazione di un impianto industriale, è importante distinguere:
- verbale della verifica SPI;
- documentazione della Protezione Generale;
- verifiche dell’impianto di terra;
- regolamento di esercizio;
- altri adempimenti tecnici.
Confondere questi documenti può far credere che una scadenza sia stata rispettata quando il verbale disponibile riguarda un sistema diverso.
Quali norme regolano la verifica SPI?
I principali riferimenti sono:
- Delibera ARERA 786/2016/R/eel;
- Norma CEI 0-16 per le connessioni alle reti in alta e media tensione;
- Norma CEI 0-21 per le connessioni alle reti in bassa tensione;
- regolamento di esercizio sottoscritto con il gestore di rete;
- procedure operative del distributore competente.
Perciò, è importante ricordare che le norme tecniche vengono aggiornate nel tempo. Al momento della verifica è quindi necessario consultare l’edizione vigente e controllare che configurazione, regolazioni e documentazione siano coerenti con le prescrizioni applicabili.
Nel luglio 2026 il CEI ha pubblicato nuove edizioni delle Norme CEI 0-16 e CEI 0-21. Tuttavia, la presenza di una nuova edizione non consente di stabilire automaticamente quali interventi debbano essere effettuati su qualsiasi impianto esistente. La valutazione deve sempre considerare configurazione, data, modifiche e disciplina applicabile al singolo caso.
Verifica SPI e manutenzione dell’impianto fotovoltaico
La scadenza quinquennale non dovrebbe essere gestita separatamente dalle altre attività tecniche. In un programma di manutenzione degli impianti fotovoltaici industriali è utile coordinare:
- verifica SPI;
- monitoraggio della produzione;
- manutenzione preventiva;
- controlli termografici;
- verifiche elettriche;
- manutenzione di quadri e inverter;
- controlli ai fini della prevenzione incendi;
- gestione delle modifiche;
- aggiornamento della documentazione;
- scadenze del regolamento di esercizio.
In questo modo, un’anomalia riscontrata durante la prova può essere collegata agli altri dati dell’impianto e gestita attraverso un intervento tracciabile.
Se sono presenti anche batterie, inverter ibridi o un BESS industriale, occorre inoltre verificare come la configurazione dell’accumulo interagisce con lo schema di connessione e con le protezioni.
Come 4Energy gestisce la scadenza SPI
4Energy può supportare l’impresa nella ricostruzione e nella gestione dell’adempimento, partendo dalla documentazione disponibile. Il percorso può comprendere:
- identificazione dell’impianto e del distributore;
- verifica della configurazione;
- ricostruzione della data di entrata in esercizio;
- analisi dei verbali disponibili;
- verifica dell’ultima comunicazione;
- programmazione della prova;
- coordinamento dell’attività tecnica;
- raccolta del nuovo verbale;
- supporto alla trasmissione;
- archiviazione della documentazione;
- inserimento della scadenza successiva nel piano manutentivo.
In questo modo, si evita che la prova venga gestita come un’attività occasionale e scollegata dalla vita dell’impianto.
Verifica SPI fotovoltaico nelle Marche e in Abruzzo
4Energy supporta le imprese delle Marche e dell’Abruzzo nella gestione tecnica e documentale degli impianti fotovoltaici industriali, compresa la verifica SPI fotovoltaico e la relativa documentazione.
Per gli impianti esistenti, soprattutto se realizzati da altri operatori o modificati nel corso degli anni, il primo passo può essere la ricostruzione della baseline documentale.
Infatti, può accadere che:
- il verbale sia stato smarrito;
- la prova sia stata eseguita ma non trasmessa;
- la ricevuta non sia disponibile;
- la data della precedente verifica non sia chiara;
- siano presenti più sezioni;
- lo SPI sia stato sostituito;
- l’impianto sia stato ampliato;
- il distributore abbia inviato una comunicazione non ancora gestita.
Una ricognizione consente di capire quali documenti sono disponibili, quale scadenza deve essere considerata e quali attività occorre programmare.
Non sai quando scade la prossima verifica SPI?
Aspettare un sollecito del distributore può esporre l’impresa a conseguenze evitabili. 4Energy può ricostruire lo storico dell’impianto, verificare la documentazione disponibile e inserire la prova nello scadenzario tecnico dell’asset.
Contatta 4Energy per una prima verifica della situazione documentale del tuo impianto fotovoltaico. Il Sistema di Protezione di Interfaccia controlla determinati parametri della rete e comanda il dispositivo di interfaccia quando rileva condizioni esterne ai limiti previsti, separando l’impianto di produzione dalla rete. La verifica interessa gli impianti di produzione connessi in media tensione con potenza superiore a 11,08 kW e quelli connessi in bassa tensione, sempre sopra 11,08 kW, dotati di protezione di interfaccia dedicata. La verifica delle funzionalità della protezione di interfaccia mediante cassetta prova relè deve essere effettuata con cadenza quinquennale, nel rispetto del campo di applicazione previsto. Quando l’impianto comprende due o più sezioni entrate in esercizio in date differenti, la periodicità viene determinata facendo riferimento alla data di entrata in esercizio della prima sezione. Il gestore invia un sollecito nel primo mese successivo alla scadenza. Se il produttore non provvede entro un mese dal sollecito, vengono avviate le comunicazioni e le conseguenze previste dalla Delibera ARERA 786/2016/R/eel. Sì. In caso di ulteriore inadempimento dopo il sollecito, il gestore comunica la situazione al GSE, che può sospendere gli incentivi eventualmente presenti e le convenzioni di Scambio sul Posto o Ritiro Dedicato, ove applicabili. No. Oltre a conservare il verbale, è necessario trasmettere l’esito al gestore di rete secondo le modalità previste e archiviare la ricevuta dell’avvenuta comunicazione. Sì. Quando il Sistema di Protezione di Interfaccia viene sostituito per guasto o malfunzionamento, deve essere effettuata una nuova verifica e il relativo esito deve essere comunicato al gestore di rete. No. Il Sistema di Protezione di Interfaccia e il Sistema di Protezione Generale svolgono funzioni differenti e possono essere soggetti a procedure e verifiche diverse. Sì. 4Energy può partire dalla documentazione disponibile, dalla data di entrata in esercizio, dalla configurazione e dallo storico delle verifiche per ricostruire la situazione e programmare le attività necessarie.
Domande frequenti sulla verifica SPI fotovoltaico
Che cos’è il Sistema di Protezione di Interfaccia?
Quali impianti devono effettuare la verifica SPI?
Ogni quanto deve essere effettuata la verifica SPI?
Come si calcola la scadenza per un impianto con più sezioni?
Verbale e conseguenze della verifica SPI scaduta
Che cosa succede se la verifica SPI è scaduta?
Il GSE può sospendere gli incentivi?
Basta conservare il verbale della prova?
La verifica deve essere ripetuta dopo la sostituzione dello SPI?
SPI e Protezione Generale sono la stessa cosa?
4Energy può ricostruire una scadenza non chiara?











